Quel che il poeta canta

Contro
La musica non è l'Eterno, ma è molto di più di questo giorno che sta passando; la musica non è neppure l'Infinito ma è molto di più di questo spazio in cui sto vivendo.https://www.youtube.com/watch?v=mRENu_RdhVs
La poesia del "cantattore" Sergio Casagrande Prendimo la mano

 

Musica e Poesia

In questa sezione proponiamo le

 videoclips

di canzoni, con testi poetici che hanno accompagnato la nostra giovinezza e...oltre.
Guardate e ascoltate:
la condivisione rafforza l'amicizia.
*****************

 

Elenco dei  20 brani inseriti nella presente sezione (in ordine di presentazione) e relativi interpreti:

 

1- CONFESSIONI DI UN MALANDRINO – Angelo Branduardi

2- IL MANICHINO-                           Gino Paoli

3- SOGNANDO -                               Don Backy

4- ALBERGO A ORE -                          Herbert Pagani

5- LES PASSANTES -                           Georges Brassens

6- LE PASSANTI -                               Tiziano Ferro

7- CANZONE DELLE DOMANDE CONSUETE -Franco Simone

8- LA CHANSON DES VIEUX AMANTS -  Jacques Brel

9- MON ÉMOUVANT AMOUR (Quiet love) -  Charles Aznavour & Liza Minnelli -

10- VEDRAI VEDRAI -                                Luigi Tenco

11- I MIEI DIECI ANNI                                Gino Paoli

12- SURABAYA JOHNNY                           Milva

13- JENNY DEI PIRATI (Opera da tre soldi) - Milva

14- MAGNIFICAT (di M.Frisina) -               Mina

15- SCIVOLA, VAI VIA -                         Vinicio Capossela

16- CAMMINANDO E CANTANDO –           Sergio Endrigo

17- MARCIA NUZIALE -                          Fabrizio De André

18- GRACIAS A LA VIDA                         Andrea Parodi e Elena Ledda

19- ANNA                                            Lucio Battisti

20- AMO                                              Adamo

21 - PRENDIMI LA MANO                        Sergio Casabianca

22 - CONTRO                                        Germano Bonaveri

 Per questo lavoro, ringraziamo You Tube, nostro essenziale collaboratore.

 

Primo tema: la follia.

(Proposte dedicate al "folle" che è dentro ad alcuni privilegiati fra cui voi due, Heidi e Rocky, perchè La follia buona del genio non discrimina gli esseri  a seconda del  numero delle loro zampe. Se dico che siete due quattrozampe pazzerelli, intendo che siete un pò geniali!)

 Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit (Nessun grande ingegno fu mai senza una mistura di follia) L. A. Seneca, De tranquillitate animi.

Solo il genio crea e muta la storia. Esso,in genere,alberga nella follia. (...Senex)

Proposta n. 1 -

 Iniziamo la rassegna da lontano nel tempo e nel luogo: partiamo dal secolo scorso e dalla Russia.

Sergej Esenin e Angelo Branduardi

- Sergej Aleksandrovič Esenin, traslitterato anche come Yesenin o Jesenin ( Konstantinovo , 3 ottobre 1895 Leningrado , 28 dicembre 1925 ), è stato un  "folle" poeta agreste russo, forse il più grande. 

 -Angelo Branduardi ( Cuggiono , 12 febbraio 1950 ) è un geniale e raffinato cantautore e poeta, violinista e chitarrista italiano  

 Una delle  canzoni più famose di Angelo Branduardi è "Confessioni di un malandrino", considerata da una rivista francese una delle più belle canzoni del '900. Il testo è del poeta russo Sergej Esenin, l'esponente più importante della cosidetta scuola dei "poeti contadini".

  
Confessioni di un malandrino, nel testo di Branduardi 

 

Mi piace spettinato camminare
il capo sulle spalle come un lume
cosi' mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.

Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria,
mi agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.

Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne e il muschio hanno sommerso
ed i miei che non sanno di avere
un figlio che compone versi;

Ma mi vogliono bene come ai campi
alla pelle ed alla pioggia di stagione,
raro sarà che chi mi offende
scampi alle punte del forcone.

Poveri genitori contadini,
certo siete invecchiati e ancor temete
il Signore del cielo e gli acquitrini,
genitori che mai non capirete
che oggi il vostro figliolo è diventato
il primo tra i poeti del Paese
e ora in scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.

Ma sopravvive in lui la frenesia
di un vecchio mariuolo di campagna
e ad ogni insegna di macelleria
la vacca si inchina sua compagna.

E quando incontra un vetturino
gli torna in mente il suo concio natale
e vorrebbe la coda del ronzino
regger come strascico nuziale.

Voglio bene alla patria
benchè afflitta di tronchi rugginosi
m'è caro il grugno sporco dei suini
e i rospi all'ombra sospirosi.

Son malato di infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'Aprile,
sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.

Dal nido di quell'albero, le uova
per rubare, salivo fino in cima
ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima;
e tu mio caro amico vecchio cane,
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
e giri a coda bassa nel cortile
ignaro delle porte dei granai.

Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po' di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola l'uomo ed una il cane.

Io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi,
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi.

Buona notte alla falce della luna
sì cheta mentre l'aria si fa bruna,
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.

La notte e` così tersa,
qui forse anche morire non fa male,
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale.

O Pegaso decrepito e bonario,
il tuo galoppo è ora senza scopo,
giunsi come un maestro solitario
e non canto e celebro che i topi.

Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome,
voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un paese senza nome.

 

 


 

Confessioni di un teppista
nel testo originale, tradotto.

 (Sergej Esenin-1920)

 

Non tutti sono capaci di cantare
E non a tutti è dato di cadere
Come una mela, verso i piedi altrui.

E questa la più grande confessione
Che mai teppista possa confidarvi.

Io porto di mia voglia spettinata la testa,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace nella tenebra schiarire
Lo spoglio autunno delle anime vostre;
E piace a me che mi volino contro
I sassi dell'ingiuria,
Grandine di eruttante temporale.
Solo più forte stringo fra le mani
L'ondulata mia bolla dei capelli.

E' benefico allora ricordare
Il rauco ontano e l'erbeggiante stagno,
E che mi vivono da qualche parte
Padre e macre, infischiandosi del tutto
Dei miei versi, eche loro son caro
Come il campo e la carne, e quella pioggia fine
Che a primavera fa morbido il grano verde.
Per ogni grido che voi mi scagliate
Coi forconi verrebbero a scannarvi.

Poveri, poveri miei contadini!
Certo non siete diventati belli,
E Iddio temete e degli acquitrini le viscere.
Capiste almeno
Che vostro figlio in Russia
E' fra i poeti il più grande!
Non si gelava il cuore a voi per lui,
Scalzo nelle pozzanghere d'autunno?
Adesso va girando egli in cilindro
E portando le scarpe di vernice.

Ma vive in lui la primigenia impronta
del monello campagnolo.
Ad ogni mucca effigiata
Sopra le insegne di macelleria
Si inchina da lontano.
Ed incontrando in piazza i vetturini
Ricorda l'odore del letame sui campi,
Pronto, come uno strascico nunziale,
A reggere la coda dei cavalli. 

                  Amo la patria. Amo molto la patria!                 

pur con la sua tristezza di rugginoso salice.
Mi son gradevoli i grugni insudiciati dei porci,
E nel silenzio notturno l'argentina voce dei rospi.
Teneramente malato di memorie infantili
Sogno la nebbia e l'umido delle sere d'aprile.
Come a scaldarsi al rogo dell'aurora
S'è accocolato l'acero nostro.
Ah, salendone i rami quante uova
Ho rubato dai nidi alle cornacchie!
E' sempre uguale con la verde cima?
E come un tempo forte la corteccia?

E tu diletto,
fedele cane pezzato!
Stridulo e cieco t'hanno fatto gli anni,
E trascinando vai per il cortile la coda pensolante,
Col fiuto immemore di porte e stalla.
Come grata ritorna quella biricchinata:
Quando il tozzo di pane rubacchiato
Alla mia mamma,mordevamo a turno
Senza ribrezzo alcuno l'un dell'altro.

Sono rimasto lo stesso, con tutto il cuore.
Fioriscono gli occhi in viso
Simili a fiordalisi fra la segala.
Stuoie d'oro di versi srotolando,
vorrei parlare a voi teneramente.

Buona notte! Buona notte a voi tutti!
la falce dell'aurora ha già tinnito
Fra l'erba del crepuscolo.
Voglio stanotte pisciare a dirotto
dalla finestra mia sopra la luna!

Azzurra luce,luce cosi' azzurra!
In tanto azzurro anche morir non duole.
E non mi importa di sembrare un cinico
Con la lanterna attaccata al sedere!
Mio vecchio,buono ed estenuato Pegaso,
Mi serve proprio il tuo morbido trotto?
Io,severo maestro, son venuto
A celebrare i topi e a cantarli.
L'agosto del mio capo si versa qualche vino
Di capelli in tempesta.


Ho voglia di essere una vela gialla
Verso il paese cui per mare andiamo.

 

 


 

 

Il video è uno stralcio dal colossal per la televisione russa "Есенин"
***************************************************************************************************************************
Proposta n. 2 - Sempre relativo al tema, "la follia" ecco -IL MANICHINO- Vuole essere un omaggio a due Grandi: Gino Paoli che qui la interpreta - (ripresa da un programma televisivo del 1975) e il cantautore spagnolo Joan Manuel Serrat (Barcellona, 27 dicembre 1943), autore anche di altri innumerevoli pezzi di successo, fra cui le famose "Mediterraneo" e tutte quelle contenute nel 33 giri "I semafori rossi non sono Dio", inciso da Gino Paoli. E ancora, "Bugiardo e incosciente"(testo italiano di Paoli Limiti e reso famoso da Mina).Ci piace citare infine il brano "Ahi mi' amor " riascoltato recentemente nell'interpretazione di Giovanna, stimatissima artista e amica.

Proposta n3 - dove si canta ancora di follia. 

"SOGNANDO" Resa famosa da Mina. Ma in questo caso, l'interpretazione dell'autore è, a nostro parere,più emozionante.Magistrale poeta Don Backy, superlativa e drammatica la canzone.

Proposta n. 4 - ALBERGO A ORE - Titolo originale "LES AMANTS D'UN JOUR" -testo: Claude Delécluse e Michèle Senlis, musica: Marguerite Monnot) viene incisa dalla grande Edith Piaf l’8 febbraio del 1956                                                                                                                 Nel 1969 ne fa una splendida traduzione il compianto Herbert Pagani che la incide  in 45 giri nel 1969. e che noi scegliamo per riproporre, assieme alla canzone, questo grande artista prematuramente scomparso.

Contiene la magia della musica in ritmo ternario, ma con due registri differenti: lenta nell'inciso, come se l'immagine si rallentasse e tutto si trasfigurasse, e più frenetica nel refrain che rimanda alla routine di ogni giorno, che solo un evento così tragico ma anche così carico di pathos poteva spezzare. Diverse versioni tradotte lasceranno il ritmo costante, specie quella di Milva che pur mantenendo le parole al maschile, dà forse l'interpretazione più autentica, laddove Paoli tuttavia riesce a farla così sua da sublimarne ogni emozione. Tuttavia Edit Piaf, con i suoi bicchieri da asciugare, termina la sua esecuzione con un teatrale ma efficace suono dei frantumi, rotti come le vite degli amanti di passaggio.
Una canzone da consegnare ai secoli.

 

Les passantes

Proposte n. 5 e n. 6

Ancora dalla Francia, un grande classico: LES PASSANTES, nell'interpretazione dell'autore Georges Brassens (22 October 1921 – 29 October 1981) e successivamente, di Tiziano Ferro. Il testo originale ha una storia curiosa e ci piace raccontarla.

Ce ne sarebbero a decine, di motivi per mettere questa canzone in un qualsiasi sito di canzoni, "contro la guerra" o di qualsiasi altro genere; semplicemente perché questa è una canzone che, usualmente, in chiunque la ascolti provoca la reazione che può essere colta nel bellissimo video che Alain Resnais girò nel 1977, dove Brassens la canta dentro un caffè, a sera. Nel video si vede l'amico di una vita di Brassens, Pierre Onténiente detto "Gibraltar", che ascolta del tutto immobile. Una canzone da far rabbrividire perché tutti abbiamo vissuto quel che esprime. Ce la mettiamo per questo e per tutte le altre decine di motivi, ivi compreso quel video appena menzionato. Ce la mettiamo anche per l'altrettanto famosa (e meravigliosa) versione italiana di Fabrizio De André,

La storia, forse, qualcuno la conosce. Il testo è una poesia di tale Antoine Pol (nato il 23 agosto 1888 a Douai e morto il 21 giugno 1971 a Seine-Port). Antoine Pol combatté nella "grande guerra" come capitano di artiglieria, poi lavorò come ispettore minerario divenendo in seguito, addirittura, presidente del sindacato degli importatori di carbone francesi. Ma aveva, segretamente, la passione della poesia. A partire dal 1918 pubblicò diverse raccolte che passarono del tutto inosservate, finendo ben presto o al macero, o al massimo su qualche bancarella di bouquinistes. Nella primavera del 1943, un ragazzo di 23 anni che trainava la sua vita nella Parigi occupata dai nazisti, nella più nera povertà, scovò un suo libro su una bancarella del Mercato delle pulci di Vanves, appunto. Il libro, che si intitolava Émotions poétiques, conteneva questa poesia e il ragazzo si chiamava Georges Brassens. Si mise a sfogliarlo, indeciso se spendere o meno il mezzo franco che costava; e fu proprio questa poesia che glielo fece spendere. La mise sommariamente in musica e la lasciò in un cassetto, come spesso faceva. La tirò fuori nel 1971, deciso a inciderla; volle contattare quindi l'autore, scovandone gli estremi alla SACEM, per domandargliene i diritti; immaginarsi chi non li avrebbe concessi a Brassens! I due progettarono di incontrarsi, perché Brassens voleva conoscere l'autore di quella poesia che lo aveva così tanto colpito trent'anni prima; destino volle che Antoine Pol morisse una settimana prima dell'appuntamento. Secondo una testimonianza del nipote, dal nome quasi identico (Bruno Antoine Pol), la vigilia della sua morte Antoine Pol gli disse di "ascoltare la canzone per lui e di impararla a memoria". Il contratto per la cessione dei diritti fu firmato il 4 ottobre 1972 dalla vedova, Yvonne Pol. La sua poesia, incisa nel 1972 da Brassens, sarebbe diventata una delle canzoni più celebri nell'intera lingua francese; da un giorno all'altro, il nome di Antoine Pol divenne famoso. Nel 1974 Fabrizio De André la tradusse in italiano (ve ne raccomandiamo l'ascolto).

Nel frattempo, le labbra assenti delle belle passanti continuano a fare quel che hanno sempre fatto: ci fanno restare, per i quattro minuti e sette secondi che dura la canzone, esattamente come "Gibraltar": immobili. Persi nei nostri pensieri di una vita, negli occhi della compagna di viaggio, nelle immagini care per un istante. Siete d'accordo che questa canzone andava messa?

Con il testo di Fabrizio De André, la proponiamo anche in italiano in una edizione di un giovane cantautore di successo, Tiziano Ferro e da lui dedicata proprio a De André, in uno spettacolo realizzato nel decennale della sua scomparsa.

P.S. Scusate Rocky e Heidi  se, per questa presentazione, mi sono reso un ...indegno imitatore di Paolo Limiti!  Senex

Le passanti
(Fabrizio De André)


Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto
e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità interviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere

 

Les passantes
(Poème d' Antoine Pol)


Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu'on aime
Pendant quelques instants secrets
A celles qu'on connaît à peine
Qu'un destin différent entraîne
Et qu'on ne retrouve jamais

A celle qu'on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s'évanouit
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu'on en demeure épanoui


A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage
Font paraître court le chemin
Qu'on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu'on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré sa main

A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d'un être trop différent
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D'un avenir désespérant

Chères images aperçues
Espérances d'un jour déçues
Vous serez dans l'oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu'on se souvienne
Des épisodes du chemin

Mais si l'on a manqué sa vie
on songe avec un peu d'envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu'on n'osa pas prendre
Aux cœurs qui doivent vous attendre
Aux yeux qu'on n'a jamais revus

Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lèvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l'on n'a pas su retenir

 

les passantes

 

FrancescoGuccini
 

Eponente di spicco della scuola dei cantautori italiani; i  testi dei suoi brani vengono spesso assimilati a componimenti poetici, denotando una familiarità con l'uso del verso  tale da costituire materia di insegnamento nelle scuole come esempio di poeta contemporaneo. 

    La sua"Canzone delle domande consuete", nostra proposta n.7, parla di incertezze, di mancanza di centro, di incapacità a  trovare il bandolo della matassa di una storia d'amore. Canzone inquietante e musica sofferta che Franco Simone, un amico cantautore di testi poetici eccellenti, interpreta con straordinaria partecipazione emotiva.

Testo

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l' uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare parole in linguaggio d' azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei,
dicon tanto un silenzio e uno sguardo...

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani,
non parlare non dire più niente, se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.

Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità...

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te,
aver tutto, ma non il domani...

Non andare... vai.. Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

E siamo qui spogli in questa stagione che unisce
tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove,
non so dire se nasce un periodo o finisce,
se dal cielo ora piove o non piove...

Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene",
a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?"
Non c'è vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
Fuori c'è ancora una città?

Se c'è ancora balliamoci dentro stasera,
con gli amici cantiamo una nuova canzone...
tanti anni e son qui ad aspettar primavera,
tanti anni ed ancora in pallone...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...
Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di noi...

Canzone delle domande consuete
"La musica non è l'Eterno, ma è molto di più di questo giorno che sta passando; la musica non è neppure l'Infinito ma è molto di più di questo spazio in cui sto vivendo..."

Proposta n. 8 

Jacques Romain Georges Brel (1929-1978) è stato un cantautore e compositore di lingua francese, vissuto a lungo a Parigi. Nei suoi testi esplora l'amore ("Je t'aime", "Litanies pour un retour", "Dulcinéa"), la società ("Les singes", "Les bourgeois", "Jaurès") e il lato spirituale ("Le bon Dieu", "Dites, si c'ètait vrai", "Fernand"). Non ebbe un unico stile: fu abile sia nelle composizioni divertenti ("Les bonbons", "Le lion", "Comment tuer l'amant de sa femme...") sia in quelle drammatiche ("Voir un ami pleurer", "Fils de...", "Jojo").

Jacques Brel

"La chanson des vieux amants"

(Video con testi in francese e inglese) 

Testo italiano

La canzone dei vecchi amanti

Parole e Musica di Jacques Brel

Certo ci fu qualche tempesta
anni d'amore alla follia.
Mille volte tu dicesti basta
mille volte io me ne andai via.
Ed ogni mobile ricorda
in questa stanza senza culla
i lampi dei vecchi contrasti
non c'era più una cosa giusta
avevi perso il tuo calore
ed io la febbre di conquista.
Mio amore mio dolce meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.
So tutto delle tue magie
e tu della mia intimità
sapevo delle tue bugie
tu delle mie tristi viltà.
So che hai avuto degli amanti
bisogna pur passare il tempo
bisogna pur che il corpo esulti
ma c'é voluto del talento
per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.
Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.
Il tempo passa e ci scoraggia
tormenti sulla nostra via
ma dimmi c'é peggior insidia
che amarsi con monotonia.
Adesso piangi molto dopo
io mi dispero con ritardo
non abbiamo più misteri
si lascia meno fare al caso
scendiamo a patti con la terra
però é la stessa dolce guerra.
Mon amour
mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour
de l'aube claire jusqu'à la fin du jour
je t'aime encore, tu sais, je t'ame.

****

 

..........

"La chanson des vieux amants"

Proposta n. 9             Charles Aznavour & Liza Minnelli 

MON ÉMOUVANT AMOUR (Quiet love)

● Music & Lyrics: Charles Aznavour

● AZNAVOUR & MINNELLI

- Live at PARIS PALAIS DES CONGRÈS 1991

 

Proposta n. 10

vedrai vedrai

 Tenco

(serve aggiungere qualcosa? )

Vedrai vedrai
Proposta n. 11- Gino Paoli canta Sarrat - Un meraviglioso pezzo di nostalgie e ricordi

Proposta n. 12

Milva

in un' interpretazione straordinaria, anche per il suo standard già altissimo...

  ha superato se stessa!

surabaya Johnny

(Brecht)

Milva, un simbolo  del repertorio brechtiano, una delle più apprezzate in assoluto in ambito internazionale. Alle canzoni di Bertolt Brecht Milva ha dedicato ben quattro progetti discografici e innumerevoli recital teatrali (i famosi Milva canta Brecht). Applauditissima la sua interpretazione di Jenny dei Pirati nell'allestimento de L'Opera da tre soldi    (noi c'eravamo al  Piccolo di Milano ...ti ricordi Rocky?)

Proposta n. 13

Milva

Jenny dei pirati

Opera da tre soldi 1972 73

(Amarcord!)

Proposta n. 14

Magnificat di M.Frisina

canta Mina

La straordinaria  voce di Mina, unitamente alla bellezza artistica del canto, rendono grandioso, fortemente emozionante questo cantico.

Proposta n. 15

"Scivola vai via"

VINICIO CAPOSSELA ti rapisce e ti coinvolge con quei suoi discorsi apparentemente astratti, ermetici ma pregni di sentimento, di tristezza e di poesia, di amara ironia e di gioiosa voglia di sorridere, tutti ingredienti che servono a sopravvivere a quella dolce amara avventura che si chiama vita.

Proposta n. 16

"E' stato bellissimo essere ragazzi mentre c'erano canzoni così!"

"Camminando e cantando"

libera versione di una canzone brasiliana  di Geraldo Vandré che ha fatto scalpore nel 68. Titolo originale  " pra nao dizer que nao falei das flores" ed è una protesta contro la dittatura. Il nostro Sergio Endrigo ce la fece conoscere una sera dell'anno 1970, al Piccolo Teatro di Milano. Dada3 aveva il pancione e quindi Ste, in arte Koy, quando nacque, dopo pochi giorni, la conosceva già! Capito, Rocky? Noi c'eravamo!

proposta n. 17

 De André

Qualunque  suo brano è un capolavoro. Noi scegliamo un pezzo "agreste"

MARCIA NUZIALE

da un lp del 1967

che pensiamo di corredare di ns immagini. Buon ascolto!

Mercedes Sosa (1935-2009) è stata una popolare cantante argentina, simbolo della sua terra e della lotta per la pace e i diritticivili contro la dittatura; si definiva una cantora popular. È conosciuta anche con il soprannome di La Negra. E' stata l'interprete che abbiamo preferito di

 "Gracias a la vida" 

(proposta n. 18)

di Violeta Parra, cantautrice e poetessa cilena, la nota canzone considerata il suo testamento spirituale perchè composta  poco prima della sua tragica scomparsa.

Noi la proponiamo interpretata da  Andrea Parodi e Elena Ledda nell' ultimo concerto tenuto a Cagliari il 22 settembre 2006. Andrea morirà il 17 ottobre, meno di un mese dopo.

Preparavevi a una grande emozione.

 

proposta n. 19

Lucio Battisti

ANNA

AMO

è il titolo della più bella canzone-poesia d'amore del secolo scorso.

Il suo autore e interprete è

ADAMO

che la fece uscire in italiano su un 45 giri nel 1966 (sul retro, Al nostro amore)

Con questo  ventesimo capolavoro chiudiamo questa prima parte della rassegna dedicata ai brani che abbiamo scelto per presentare "la nostra musica." 

Continuate a seguirci. Grazie! 

https://www.youtube.com/watch?v=OLTFZcoPHJg

Scrivi un nuovo commento: (Clicca qui)

123homepage.it
Caratteri rimanenti: 160
OK Sta inviando...
Vedi tutti i commenti

Commenti più recenti

12.02 | 18:20

Ciao Renzo sono andato sfogliare il tuo sito mi piace molto un saluto da parte mia e dei miei Genitori da Teneriffe

...
19.11 | 15:59

Bello!!!Heidi (le femmine per primo) Rocky .....siete UNICI !!! Avete cura del grande RENZO!!!! Un abrazo a los tres (3) mabel julio

...
06.11 | 22:21

Chi sarà il ... coraggioso che vorrà suggerirmi un'idea per come proseguire... O è tardi ormai?

...
06.10 | 15:15

GRAZIE per aver rotto il ghiaccio! Sei il primo a partecipare al concorso, complimenti! Rocky-Heidi

...
A te piace questa pagina
Ciao!
Prova a creare la tua pagina web come me! E' facile e lo puoi provare gratis
ANNUNCIO