Il teatro c'è ancora?

 

                                              

 

Con grande piacere iniziamo a parlare di teatro pubblicando il testo in lingua italiana di una commedia  scritta da Angela, un'insegnante - regista e scenografa - che l'ha fatta recitare dai suoi studenti. Leggete il testo e,  se Vi piacerà, fatecelo sapere, perchè studieremo il modo per portarla in teatro. A noi è parsa molto divertente, con contenuti fantastici.

" LA  FOLA  DLA  MI  NONA " è il titolo originale in dialetto romagnolo (Cesenate per la precisione) 

                                  

                                               LA  FOLA  DLA  MI  NONA

 

 

 

Riassunto:  Peppina va a trovare la nonna , la quale, quando s’accorge dell’arrivo della nipote

 

                   cerca di non farsi trovare nascondendosi dietro una tenda, per evitare di dover

 

                   raccontarle come sempre una favola. Peppina trova subito la nonna, visto che questa

 

                   un pò smemorata, non cambia mai nascondiglio, e la costringe al racconto, nonostante       

 

                   lei insista a dire che non ricorda nulla.

 

                   C’era una volta un re, inizia la nonna, disperato per non avere figli, mentre la regina

 

                   si preoccupava solo della sua bellezza,  passando il tempo interrogando uno specchio         

 

                   fatato,che sempre l’adulava.

 

                   Interviene la fata Celestina, che dona al re e alla regina una pera, e assicura che se la

 

                   mangeranno insieme, dopo nove mesi la regina avrà il sospirato erede.

 

                   Peppina, come farà spesso nel corso del racconto, interviene, interrompendo la

 

                   nonna con varie domande. Dopo aver manifestato la sua incredulità, vuol sapere se

 

                   nella storia vi sia anche  un cacciatore. La nonna l’accontenta, ed un cacciatore

 

                   irrompe nella scena col fucile spianato. Il cacciatore, come in tutte le favole che si

 

                   rispettino, è alla strenua ricerca d’un lupo e vedendo il re e la regina, chiede loro

 

                   se ne abbiano visto uno nei paraggi. Il re fa presente al cacciatore che potrebbe aver

 

                   sbagliato favola, lui deve cercare Cappuccetto Rosso. Il cacciatore però viene proprio

 

                   da quella favola, ma se n’è dovuto andare con la coda fra le gambe. C’era rimasto

 

                   solo un lupo, ed era protetto dalle autorità. Il cacciatore esce di scena sconsolato.

 

                   Come diceva la fata, dopo nove mesi il reame è allietato dalla nascita del principe,

 

                   al quale, essendo venuto al mondo a causa di una pera, viene imposto il nome di

 

                   Pirino.  Al castello viene data una grande festa, alla quale vengono invitati  oltre

 

                   alla fata Celestina anche la fata Candeggina e il grande mago Merlino.

 

                   I maghi fanno ognuno un regalo al neonato. Merlino regala l’intelligenza, Candeggina

 

                   la bontà.

 

                   La festa però, viene bruscamente interrotta dalla strega Malvina, che irrompe sulla

 

                   scena furibonda. Nessuno l’hà invitata. Anche lei farà un regalo al principe Pirino,

 

                   Egli vivrà il tempo d’una mela matura, dopo tre giorni morirà.

 

                   A questo punto, la nonna, che non sa più come proseguire, vorrebbe concludere

 

                   la favola, ma Peppina, che non accetta una fine così tragica, protesta vivamente                                       

 

                   e costringe la nonna a sforzarsi a continuare.

 

                   Malvina, lanciato il suo anatema, sparisce, lasciando nella disperazione tutta la corte.

 

                   Si fa però avanti la fata Celestina, che per regalo al principe Pirino, modifica il

 

                   tremendo maleficio.  Dopo tre giorni egli non morirà, ma si trasformerà in un rospo.

 

                   Quando il rospo compirà vent’anni, se una ragazza lo bacerà, ma senza conoscere

 

                   la storia, egli allora ritornerà il bel principe Pirino. Di più Celestina non può fare.                                                                     Peppina inteviene e frà l’altro chiede ancora del cacciatore. La nonna per

 

                   accontentarla fa entrare in scena il cacciatore. Il cacciatore incontra la strega Malvina

 

                   tutta gesso e cerotti. Malvina racconta d’essersi costruita una casa nel bosco

 

                   meravigliosa, tutta di marzapane e cioccolata, un capolavoro. Ma due bambini,

 

                   sono sopraggiunti e si sono messi a divorare tutto. Uno scempio.

 

                   Il cacciatore consiglia Malvina di mettere i due pargoli all’ingrasso in una stia,

 

                   e poi lessarli in pentola.  Malvina però teme una certa fantomatica lampadina in

 

                   possesso dei bambini, che l’avrebbe ridotta così a malpartito.

 

                   Il cacciatore si stupisce che una strega potente tema una semplice lampadina,

 

                   e sprona Malvina a tornare alla casa e catturare i due. Malvina và, ma dopo poco

 

                   ritorna ancora più malconcia. Dice che un essere enorme uscito dalla lampadina

 

                   l’ha massacrata di botte.  Il cacciatore deduce che quella dev’essere la “Lampada

 

                  d’Aladino”. In mezzo a tutta questa confusione  Il cacciatore e Malvina escono.                     

 

                   La nonna riprende il filo del discorso.                                       

 

                   Passano gli anni, esattamenta vent’anni.  In un villaggio                             

 

                   vicino al castello, viveva un vecchio padre infermo, il quale, sentendo ormai prossima

 

                   la fine, chiama presso di sè le due figlie Rubiconda e Mariella, per dividere fra loro

 

                   l’eredità.  Il vecchio padre però, non fa le parti uguali, ma lascia tutto alla figlia

 

                   Rubiconda, mentre all’altra figlia, soprannominata  Jella , lascia solo Maramao,

 

                   il gatto.

 

                   Peppina chiede alla nonna se Maramao sia il gatto con gli stivali. La nonna annuisce.

 

                   Il gatto  allora sfila gli stivali alla Jella e se li infila, lasciando la povera ragazza scalza

 

                   e ancor più sconsolata.

 

                   Il principe Pirino (il rospo), ha ormai vent’anni, molte principesse pretendenti alla

 

                   sua mano si recano in visita al castello, ma non appena lo vedono fuggono terrorizzate,

 

                   e spesso precipitandosi giù per lo scalone perdono una scarpa.

 

                   Il gran ciambellano con tutte le scarpe ritrovate, si reca in giro per il reame a cercare

 

                   le eventuali propietarie. Vedendo Jella, gli propone di provare una scarpa.

 

                   Jella, cogliendo l’occasione di farsi un paio di scarpe nuove, se ne prova addirittura

 

                   due, lasciando incredulo il ciambellano.

 

                   Un giorno  Maramao, sempre affamato, visto la miseria della sua padrona, sorprende

 

                   il rospo da solo. Solo l’intervento dei maghi salva  il rospo dalle zanne del gatto.

 

                   I maghi fanno capire magicamente al gatto tutta la storia. Il rospo in realtà è l’erede

 

                   al trono, la ragazza che lo bacerà, ignara però della fattura, sarà la futura regina.

 

                   Maramao, capisce l’occasione di diventare un gatto di corte, e al momento opportuno

 

                   salva il rospo dal cacciatore che gli voleva sparare, e induce con un pretesto Jella

 

                   a baciarlo.

 

                   Il miracolo avviene, la scorza di rospo si dissolve per incanto e rimane il bellissimo

 

                   principe Pirino di Roccaverdina.

 

                   Pirino e Jiella si sposano fra il tripudio della corte.

 

                   Anche la terribile Malvina, trasformata dall’amore si sposa col genio della Lampada,

 

                   mentre il cacciatore girovagando alla ricerca di una favola che l’accolga, incontra una

 

                   contadinella s’innamora e la sposa.

 

                   E tutti vissero felici e contenti.

 

                                 

 

                  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                  

 

                  

 

        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

personaggi: Babbo.................B

 

                    Cacciatore...........C

 

                    Candeggina.........CA

 

                    Celestina.............CE

 

                    Ciambellano........CI

 

                    Contadinella........CO                   

 

                    Gatto....................G

 

                    Malvina...............Ma

 

                    Mariella...............Mr

 

                    Merlino................M

 

                    Nonna..................N

 

                    Peppina................P

 

                    Pirino...................PI

 

                    Re........................RE

 

                    Regina.................RG

 

                    Rospo..................RO

 

                    Rubiconda...........R

 

                    Specchio..............S

 

 

 

 

 

 

 

I° scena: una stanza della casa della nonna

 

 

 

 

 

N – Oooh!  Puréta me!  Oooh!  Puréta me !  L’è rivè la Peppina ! Bsògna c’am vàga a masé!

 

       E dù c’am vàg a masé sta volta!!??  Nénca cl’etra volta am s’era maséda, mo….mo….

 

       la m’ha truvé sòbit!

 

 

 

P -  Nòòòòònaaaaaa!!!!

 

 

 

N – Bsògna c’ha trùva un èlt pòst….  dònca, dù c’am s’era masèda cl’ètra volta….?  Porca dlà

 

       miseria, a nù m’arcòrd…… An m’arcòrd miga vè !!!!

 

 

 

P -  Nòòòòònaaaaaa!!!!

 

 

 

N – Oh ! Purèta me ! La è lè clà riva !!!  (osserva la tenda con interesse)  Sé, se…. am vàg a masè         

 

       drìa clà tenda !!!!  Mo parchè can gn’ho mai pansè !!??  A lè stà volta la num trova ad sicur !!!

 

 

 

P -  Nòòòòna !!  Nuniiiiinaaaaaa !!!  Dù ch’av si mèssa ?  A nùv sarì miga masèda nènca sta

 

       volta !?  Nòòòòònaaaaaa !!!  A so mè… La vostra Pepìna !!

 

       stà d’avdé clà s’è masèda dlét dria clà tenda  che lè!!!….(va decisa verso la tenda e la sposta

 

       scoprendo la nonna)

 

 

 

 

 

P -  Vnì fòra ! Csà fasìv a la spèsa !

 

 

 

 

 

N -  Oooh !!  Pepìna  !!  Ci tè !!  Mo la mi babìna !!  Ci quà ? (continua a voltare le spalle,

 

        imbronciata, si volta un attimo a far cenno di si con la testa) Mo t’capiré, um s’è ròt l’elastich         

 

        dal calzètti e d’ogni tent bsògna cà vaga a le spèsa par tirèli sò !!

 

 

 

P -  Gì un po’ nòna, un sarà miga una busìa! L’è bèla trì àn che tòt al vòlti ch’ariv uv càsca al

 

       calzètti e a li tirì sò sempra spèsa a clà tenda!!

 

 

 

N -  Oh ! Boia tè e mè !… An m’arcurdeva piò !… Oh!! Pureta me !....Am so masèda sempra a lè..

 

       Ohi !!!… Us ved cl’è trì an ch’am so pròpi ròta !!!  Peppina ti saluto... at salùd, bsògna cà

 

       vaga a cundé l’elastic rot !!

 

 

 

P(piange disperata)

 

 

 

N -  Però, stà vergna che què am l’arcurdeva bèn!.... Tot al volti acsé !!!.... (scrolla la testa)

 

       

 

P -  A voi la fòlaaaaaa !!! (piange).... A voi la favulinaaaaaa !!!! Nòna, fasì la bòna, cuntim la fòla!

 

 

 

N -  Peppina, purèna, la fòla a nu ml’arcord piò! T’ha la vù capì una bona vòlta !!?? La fòla am la

 

        sò scurdeda !!

 

 

 

P (piangendo) U n’è vèra !!! Vo an n’avì voia ! An gni vlì ben a la vostra Peppina !! Uhèèèèè!!!

 

       (singhiozza disperata)  A si cativa !!

 

 

 

N -  Mo csà dit mai Peppina cà sò càtiva !!? Can tvòi bèn !!?...  Mo no !!.. Mo no !!.. Sta zetta!..

 

        E mi Signor !!.. Al saveva !... Vin a quà zò, venìa  e stà bòna però!......

 

        Alòòòòòra......

 

 

 

 

 

II° scena: la nonna e Peppina si siedono lateralmente sul ciglio del boccascena, mentre il 

 

                 scipario alle loro spalle si chiude. (all’interno si prepara la nuova scena, la sala

 

                 del castello)

 

 

 

 

 

P -  A vòi là fòla ad Biancaneve !

 

 

 

N – Biancaneve ? Ah !... Sè, sè,.... aspèta.....mò  l’àn và mìga bèn, clà fòla chè lè, là è vìulenta !!

 

 

 

P – Vìulenta !!??.... Parchè ?

 

 

 

N – Mò l’è vìulenta una màsa !!

 

       Quant che Biancaneve là i era in te bòsch e scàpa fòra un lòp grànd cmè una muntàgna

 

       e gròs cmè un elefènt......e......us màgna la babìna,

 

 

 

P – (si copre la bocca spalancata, con una mano) 

 

 

 

N – Us màgna là sù màma, e dato chè l’avèva ancòra fèma, us màgna nènca là nòna !

 

       Pòra nòna !! A vùt cù s’avès dà magnè nènca la nòna !!??...Fàta bes-cia !!!

 

 

 

P -  Mò nòna ! Là nùm pè mìga acsé !

 

 

 

N – Tvù dì clà nè viùlenta ?... Par là miseria !  Mò là nè miga finìda a lè (la nonna balza in piedi)

 

       E scàpa fòra un cazadòr ! E ciàpa un cultlàz e....zach !....E taia la pènza a e lòp !....

 

       Ac schìv !....

 

 

 

P – Mò nòna ! Quèsta là nè Biancaneve ! L’è Cappuccetto Rosso !

 

 

 

N – (la nonna lentamente si risiede) Ah, sè ? Mò chi s’arcòrda piò e culòr dlà burdèla, clà fòs mò

 

       biènca , mò ròssa, mò vèrda, mò zàla !!!

 

P – (piange) A voi la favùlina ! Vò à nù mlà vlì cuntè ! Vò a nì vlì bèn a la vòsta Peppina !!

 

 

 

N – Mò nò !!...mò nò, purèna !.....Stà bòna che adès a i pròv !....

 

      Alòra......

 

     

 

 

 

III° scena: sala del castello

 

 

 

 

 

N -  C’era una volta........ u j’era una vòlta un re !!

 

        (entra il re sorridente)

 

        L’era bèl......, l’era cuntent....! No!! No, no, un’era cuntènt gamba,

 

        (il re cambia le espressioni seguendo le descrizioni della nonna)

 

        énzi,....l’era vilì,....l’era rabìe,... l’aveva un gran narvos !!

 

 

 

                  

 

 

 

 

 

     (nonna e nipote rimangono  sulla scena da una parte   immobili, senza fari)

 

 

 

 

 

 

 

R E- Regina !..... Regina ! Dù càv si mesa !?

 

 

 

RG- (esce con lo specchio in mano)

 

 

 

RE- Reginaaaa !!!

 

 

 

RG-  (con enfasi)   Spéc, spéc di buratèl !.... Chi èla la piò bèla ad tot i castèl !!

 

 

 

RE- (Sta per dire qualcosa) Regina !

 

 

 

RG- (lo zittisce) Sssst !.... Stà zét !!!

 

 

 

S – (voce fuori campo) Regina,....regina,...... a putì sté tranquèla,... un gné un ètra dòna clà sipa      

 

       piò bèla !!!

 

 

 

RG- Avì santì !?  Ah !Ah! Ah!...... Avì santì ? (frulla felice)

 

 

 

RE- Regina !!! T’am vù sté da santì ? Me e te, a sèm in tlà merda fin a e còl  !!

 

 

 

RG- (scandalizzata) Maestà !!!

 

 

 

 

 

 

 

       (i personaggi in scena si bloccano, le luci si spostano sulla nonna e la peppina che si

 

        rianimano)

 

 

 

P – (con identica espressione, tono, volume della voce della regina) Nòna !!!

 

 

 

N -  (la nonna si copre per un attimo la bocca con la mano come a trattenere le parole ,ormai

 

         però sfuggite) Mo noooo ....!A voi di cheeeee.....!!!

 

 

 

       (la nonna e la peppina ritornano in ombra mentre le luci si spostano su re e regina, la

 

         scena riparte)

 

 

 

RE – A voi di che a què, se an fasèm e mènch un fiòl, is càza via tot dù !!

 

         A què ui vò l’erede al trono !!

 

 

 

RG- Ooooooooh !!??

 

 

 

RE-  A sèm spusé da bèla dis an ,....e mi fradèl l’ha fat scì fiùl,....inveci me e te an sàm sté bùn

 

        ad fèn gnench’un !!

 

 

 

RG-  Oooooooh .....!!??

 

 

 

RE-  Mo sà fèt a lé cun che spèc di buratèl, pòra insansèda !!!  E bèla quà e bèla là !!!

 

        Se tà javèss invezi dmandé cum us fà  a fè di fiùl !!!  E sarèb sté mej !!!

 

 

 

RG-  Csà dìt !.... Ai vàg a dmandé dlà roba acsé, a farèb una bèla figura ! Vò, cun tòta la vostra

 

         scienza, a nè savì che i fiùl u i pòrta la cicogna e là i làsa sota i chèvul ?

 

 

 

RE-  Vùt avdé che e mì fradèl l’ha paghé una tangènta alla cicogna e lìa i fiùl là i porta sol sota i su

 

        chèvul !

 

 

 

 

 

                          (entra la fata Celestina)   

 

                          (nonna e peppina da parte in ombra)

 

 

 

 

 

CE  -  Macché, macché !!!

 

 

 

RE-  La fata Celestina !!

 

 

 

CE  -  Dasì rèta a mè,....... pàr sistemé e vòst problema,......vò a sì in tlà strèda sbaièda !!

 

 

 

RE-  Fata Celestina!... Lìa làs pò aiuté !....Lìa làs pò dè una mèn !!

 

 

 

CE  -  (celestina si porta al centro del boccascena e canta)

 

              

 

                                               Canto 1° ( sull’aria di “cuore matto”)

 

                          

 

                          Sono un’amica che vi segue ancora e giorno e notte

 

                          pensa solo a voi

 

                          e non riesco a farvi mai capire

 

                          che un  erede ci vuole per un re !

 

                          Ma siete matti, matti da legare,credete ancora

 

                          ai cavoli, perchè

 

                          siete convinti nella cicogna, via!!

 

                          lei vi ha lasciato e non ritornerà !

 

     

 

                          Dico la verità, la verità, e certo nascerà, si nascerà !

 

                          perchè la verità non ve l’han detta mai!

 

 

 

                          Sono un’amica, che vi vuole bene,e che vi dice tutto quel che sa!

 

                          Ma prima o poi vedrai che nascerà! Quel bambino vedrai che nascerà!

 

                        

 

                          Dico la verità, la verità, e certo nascerà, si nascerà !

 

                          perchè la verità non ve l’han detta mai !

 

 

 

                         Sono un’amica che vi vuole bene....

 

                         sono un’amica che vi vuole bene.....

 

                         sono un’amica che vi vuole bene.....

 

                         ma siete matti, matti da legare.......

 

 

 

RG-  Fata Celestina ! Nùn a vlèm di fiùl !... Cùm avàm da fè !?

 

 

 

CE  -  E basta cun l’ingenuità ! Adès, av dirò la verità !....

 

                (il re e la regina si avvicinano  incuriositi)

 

          Par fè un fiòl, ui vò una belaaaaaa............(la leva fuori all’improvviso)  peraaaa !!!!!!

 

          Av là magnì tota, tota, un po’ pròn... pò a stasì da sté nòv mis e....... op-là.... un fiòl e nasarà.

 

 

 

RE-  Mo tcì sicùra !?  Un pè impusèbil !!

 

         (celestina se ne va canticchiando il motivo precedente, il re e la regina se ne vanno    

 

         lentamente,  reggendo insieme la pera)

 

 

 

 

 

   (l’attenzione ritorna su di loro che si animano)

 

 

 

 

 

P -  Nòna !  Mo tcì sicura ? Um pè Impusèbil !

 

 

 

N – L’è pusèbil!  Us capès clè pusèbil!  Sa vùt savè te, che tcì znìna pàr stàl ròbi che què!

 

 

 

P  - Parchè, e mi bà l’ha magnè una pera pàr fèm a mè !!??

 

 

 

N  -Propi una pera no!  Pàr mè lò un’aveva gnenca magné !!... L’aveva bù !!....A pens che foss

 

        imbarìg!

 

 

 

P  -Và bè, và bè ! Andì vènti a cuntè la fòla.  E pò e pò ?  E pò csèl zuzèst ?..E cazadòr sà fasèval ?

 

      Cumèla, un gnè un cazadòr in stà fòla, nòna ?

 

 

 

N -  E cazàdooor !!?  A sè.... e cazàdor !

 

              

 

C - (il cacciatore si aggira per la scena come se stesse annusando una pista. Si avvicina

 

         alla quinta dove sono appena usciti re e regina)

 

        Ehi !... Ehi !.... Vuìt dù, sa fasìv a lè spèsa, vnì un pò fòra ! (re e regina ritornano in scena

 

        con la pera, e con l’aria  di chi è stato colto sul fatto) Avì vèst un lòp?.. Un lòp grànd e gròs

 

        cùs magna i burdèl ?

 

 

 

 

 

RE-  No no, què u iè sol dù insansé ch’is màgna al peri!!

 

 

 

C -  Putècia ! tvù vdé cà iò sbaié fòla un’ètra vòlta!?

 

 

 

RE- Stasì dà santì,...vò avì d’andé a zarché una burdèla clà s-cema cappuccetto rosso e clà stà

 

       int’un ètra fòla !

 

 

 

C - Ai sò magari sté in clà fòla che lé, mo i m’ha det che, che lòp che lé un spò mazé, parché

 

       i dis cui né arvanzé un sol....e sè a l’amàz us ròmp una cadèna!

 

 

 

RG- Us ròmp una cadèna !!??

 

 

 

C  - Sè, la cadèna.... ee... cologica, un pè chi èpa det !.... Invèzi dal nòni ui nè ènca tròpi,...

 

       i burdèl pò un i vò piò nisùn.....insoma, sè e sparès al nòni e i burdèl, uns’romp nìsona

 

      cadèna.... avì capì !?  E mè sa fàghi adès ?? A andrò a càza ad ranòcc !!

 

      (il re rimane sorridendo a guardare imbambolato il cacciatore che esce, la regina lo richiama)

 

 

 

RG- Dì sò! Sta pera, a slà magnàm , sè o no ??!!!

 

 

 

RE- (maliziosamente) A slà magnàm, a slà magnàm!!!!

 

                                 (escono tutti, si ode un canto)

 

 

 

                          Canto 2° (sull’aria di “Di qua di la dal Piave”?

 

 

 

                          E dopo nove mesi è nato un bel bambino

 

                          Un bel bambino !

 

                          E dopo nove mesi è nato un bel bambino

 

                          un bel bambino !

 

                          Sputava il latte...

 

                          Beveva il vino....

 

                          Ed era il principe Pirin Pirino...

 

                                             

 

                                                     ******

 

                                             (ripete la strofa)

 

 

 

 

 

  (entrano il re e la regina spingendo una carozzina)                                    

 

 

 

              

 

RE- Pirin ! Cum l’è bèl e mi fiòl ! Biènch e ros com’ una mela matura !

 

 

 

RG- Una pera, matura, maestà!.....L’ha una fazina biènca !... Parchè cà ne ciàmam

 

        Bianconeve ?.... O se no.... Biancosnèl !!??

 

 

 

RE- E mi fiòl un è miga un furmai !! A ho det cù sà dà ciamé Pirino! L’è nasù da una pera e

 

       Pirin us ciamarà !!

 

 

 

RG- Spèc, spèc di buratèl, ut pè che scipa un nom che vaga ben pr’un burdèl !?

 

 

 

S -  Gli è andata ancora bene, a quel povero bambino!... Se mangiavate un caco, lo chiamavate

 

       cacchino !

 

 

 

RE- A fasèm una fèsta granda, per tutto il reame, chiamate le fate, i maghi, i principi e le dame !

 

 

 

RG- Dù cù s’è mès il grande ciambellano?

 

              (entra il ciambellano malamente spintonato dalla fata celestina che lo segue)

 

 

 

CI- A sò quà !... A sò pront !.. Adesso cominciamo ! (si sistema impettito davanti alla porta e

 

       annuncia) Ed ecco qua : mago Merlino!! Saltato fuori per voi, dalla montagna rocciosa!!!

 

           (merlino entra, fa un inchino ai sovrani che accennano anche loro un inchino)

 

 

 

M – Ai sì rivé a fé un fiòl èh !!??  Fasì un pò vdé ! Ooh !....L’è propi bèl ! Ai voi fè un reghèli,

 

       Stè burdèl e sarà........ tòta tèsta !

 

 

 

RG- (allarmata) L’avrà la testa gròsa !?

 

 

 

M – Mo no! A voi dì,.....se nènca l’ha dù genitori cumpagna vuìt dù, l’avrà d’istès una granda

 

        intelligenza !!

 

 

 

RG- Spèc, spèc di buratèl,....l’è pròpi vèra cà n’avam e zarvèl ?

 

 

 

S  -  Stasì zèta, regina, no fasìm scòr, và là..... a fasì una bròta figùra, sa dèg la verità !

 

 

 

CI-  L’è rivèda pròpi adès da canale 5, la fata Candeggina!!

 

 

 

CA- (entra la fata candeggina che mima quello che dice il ciambellano)

 

 

 

CI- Con un tocco di magia....ogni sporco porta via, con un poco di candè...come luccica il bidè!!

 

       Anche il lozzo più ostinato...Candeggina ha divorato ! Se la infili in lavatrice,... balla e

 

       ruzzola felice! E le tovaglie fa più belle....senza macchie di frittelle !!

 

 

 

CA- Sè, sè,....avèm capì, avem capì !...Maestà, no fasìv chès ! Ozidé l’è fadìga pàr tòt !

 

        Par lavuré um tòca fè la publicità pàr Berlusconi...!

 

 

 

RG- Spèc, spèc di buratèl, frà Berlusconi e e mi marìd, chi èl e piò bèl ?

 

 

 

S  - Pàr capì un bisinin la diferenza....clà ì stà...se Berlusconi l’è un pascià e vost marìd l’è un

 

       bacalà !!

 

 

 

RE- Regina, mitì sòbit via che spèc, se um ciàpa e narvòs e và a finì cà mè màgn !!!

 

CA- No! No! No fasì acsé! Sèl tòta stà cativeria! Avì da lès cuntìnt! Guardì e vòst Pirin cum l’è

 

        bèl !.. Ai farò un bel reghèli ! Ai darò la bontà ! Piò che guantarà grànd, piò che guantarà bòn!

 

        Bòn ! Bòn !

 

 

 

RE- Bòn, bòn ! Quaiòn, quaiòn !!

 

 

 

CA- (agitando la bacchetta magica) Op-là ! Granda! Granda !!  Granda !!! La tù bontà !!

 

 

 

CI- (il ciambellano sbadiglia rumorosamente) Adès e basta, và là, l’è ora d’andès a cà !!

 

       U m’è ciapé un sòn che an stàg drèt ! Salutì tòt, che pò a s’andàm a lèt !

 

 

 

       (si stanno tutti salutando con inchini e baciamano quando con un urlo terribile arriva

 

         la strega Malvina)       

 

 

 

TUTTI-  La striga Malvina !!!!!

 

 

 

MA– Ahahah !...Bròt  brènch ad schifùs ! Avì fàt la fèsta e an m’avì ciamé !?!

 

       Av sì scurdé dlà striga Malvina, eh !? Bròt brènch ad schifùs ! Mo av la fàg paghé

 

       st’ufèsa !! A sì tòt in fèsta pàr che strònz che lé !!?? Nisùn l’ha ciamé la grande Malvina !!

 

       Adès,......adès a stasì frèsch !

 

 

 

RG- Malvina, pàr carità, no fasì acsé, a sèm tòt cuntìnt cà sì vnùda !!.... L’è stè lò !.. L’è stè

 

        e ciambellano c’ù s’è scurdè !!

 

 

 

CI- Pianin ! Pianin ! Me la colpa an la voi ! Cun mè a avì dèt: no gì gnint cun clà bròta striga dlà

 

      Malvina, clà pòrta  scalogna !!  E mè, a nò dèt gnìnt !!

 

 

 

MA– Ah....sè !!!  La bròta striga  clà pòrta scalogna !!!! Mo prèma d’andè via a voi fè nenca mè,

 

         un bèl reghèli  a e principino Pirino !!

 

               (agita la bacchetta magica minacciosa e dice con voce grave)

 

        Vivrà il tempo di una pera matura, fra tre giorni morirà !!!  Adès fam scapè, te, invurnì !!

 

 

 

       (il ciambellano alza la tenda per fare uscire la Malvina, tutti gridano terrorizzati, Malvina

 

        esce, la regina sviene)

 

 

 

       (tutti rimangono immobili in ombra, le luci si spostano su nonna e peppina che si animano)

 

 

 

N – E vissero tutti infelici e scontenti e.....la fòla l’è finida,... Peppina vàt a cà che mè a sò a pòst!!

 

 

 

P -  Nooooo !! No, mè an voi clà finèsa acsè !! An voi ! Nòna fasì qualquèl !.... L’an pò finì

 

       acsè!!

 

 

 

N – E infatti l’an finiva acsè, mo chi s’arcòrda piò !

 

 

 

P – Sfurzìv, nòna, fasì qualquèl Quel cà vlì ! Basta cl’an finèsa acsé !! Uhè !... Uhèèè ! Uhéèèèéé!!

 

 

 

N – Peppina, sta bòna, stà bòna !!...che adès ai pròv !! Alòra........-

 

 

 

      (nonna e Peppina tornano in ombra mentre le luci tornano sugli altri personaggi

 

        che si rianimano)

 

 

 

RE- (mentre fa vento alla regina semisvenuta con lo specchio) Fata Celestina !? Avì santì

 

       ach ròba !?  Cum a fasèm adès !!

 

 

 

CE- Me, an avèva ancòra fàt e mi reghèli, mo l’è fadiga, adès......

 

        Mè stà magìa an là pòs cavè da fàt !....Però.....a la pòs cambì un pò !!

 

 

 

RG- Celestina ! Salvì e mi bel babìn!!

 

 

 

CE- A farò e masum cus pò fè ! (agita la bacchetta magica)

 

       Abbra cadàbbra, d’in èlt e da bàs ! Pirin un murirà, mo e guantarà.......! Un ruspàzz !!!

 

 

 

RE- Un ròsp!.. Un ruspàzz !! E guantarà un ruspàzz !!!

 

 

 

       (la regina grida e sviene nuovamente)

 

 

 

CE- L’è e masùm cà putèva fè !....

 

       Però, quant che e vòst ròsp l’avrà cumpiù vant’an, se una ragàza lai darà un basin, senza savè

 

       gnint ad stà storia, lo e turnerà e vòst bèl Pirin !!

 

 

 

RG- Celestina!... Tan farè miga aposta!!! Quest e sareb e tu regheli !!??

 

 

 

CE- A ho fàt e masum cà putèva fè !

 

       (allarga le braccia, fa un profondo inchino ed esce)

 

 

 

RE- (il re scuote la testa inebetito) Un rosp ! E guantarà un rosp!!

 

      

 

RG- Mè a sperèva,....magari...... invezi ad fèl murì,..... clà nè fàga indurmantè !

 

        L’al putèva fè durmì par zent’àn! Acsè, se durmiva, un rugiva a la nòta ! Ir sera L’ha fàt

 

        di ròg clà svigì tòt e castèl !! E pò, magari, frà zent’àn ul svigiva e basin d’una ragaza!

 

 

 

RE- E invezi e guantarà un rosp! E guantarà un rosp! E po chi vut che daga ad bès a un ruspàzz !!

 

       (scrolla la testa e porta fuori il carozzino)

 

 

 

RG- Por babin ! E pansè càl vlèva ciamè Biancosnèl ! Chisà invèzi cum e guantarà !!

 

        (esce anche la regina dietro al re)

 

 

 

       (luci su nonna e Peppina che si animano)

 

 

 

 

 

P – Nòna! Mo ach ràza ad’aiùt clà ià dè, dù cà vlì cù la tròva una ragaza clà bèsa un ròsp !

 

 

 

N – Oh ! Tcapirè ! U n’è pò acsè fadiga!

 

       A vèg che me, a l’hò parfina spusè, che ruspàzz de tu nòn !!

 

       Mo adès an voi cambì scòrs... tirèm avènti stà fòla. ! Donca !.... Vant’àn i pasèt in prisia..

 

       tè da savè che lè poch da long, u iera un bòsch, e poc da long da e bosch ui stasèva un òman,

 

       cl’aveva dò fiòli....

 

 

 

P – E stasèva dria a e bosch?

 

 

 

N – E stasèva dria a e bosch!

 

 

 

P – E in tè bosch u iera e cazàdor?... Nòna ! Dù vèl e cazàdor? In dù cù s’è mès?

 

 

 

N – E cazàdor !....E cazàdor ?..... Sè, sè ! L’era là ! L’era là che zirèva in te bosch !

 

 

 

           

 

IV° scena:  il bosco

 

 

 

      (le luci si riportano al centro della scena, nonna e peppina tornano in ombra)

 

    (entra il cacciatore che vaga per la scena, incontra la strega Malvina, fasciata e incerottata)       

 

 

 

      

 

C – La m’hà dà scusè! Mo lia la n’è la striga Malvina ? Quèla che quand cù iè da magnè

 

       i scòrda sempra ad ciamèla !

 

 

 

MA- No scurì ad magnè! No scurì !

 

 

 

C – Bemmo ! Fasìm avdè ! Mo s’aviv fat !

 

 

 

MA- S’èl cà ho fàt? An vè putì gnènca immazinè! Am s’era fàta una piò bèla casina!

 

         I mlà  magna tòta!

 

 

 

C – I vlà  magna cun al tasi ?

 

 

 

MA- I mlà  magna cun al ganasci ! Pòra mè ! L’è una vita cà ramàs dlà cioculèda par tirèla sò!

 

     (ora per qualche battuta nonna peppina e racconto si fondono: attenzione su nonna e peppina)

 

 

 

P – Oooooooh! La casina di cioccolata !

 

 

 

MA- Par fèm clà cà à ho fat una vita clà è tòta una Quaresima! An magnèva piò gnint! Kinder,

 

    Cioccorì, baci, òvi d’Pasqua! A butèva sò gnaquèl ! E adès quì che lè im  magna tòt

 

    in tùna bòta !

 

 

 

 

 

     (per un attimo attenzione su peppina e nonna)

 

 

 

 

 

P – Hansel e Gretel !

 

 

 

N – I s’era pèrs, i purìn!  Da par sè, in tè bòsch! I rugìva chì vlèva la màma! I era sprè cù s’era

 

       fàta nòta. All’imprùvisa d’intramèz i èrbur i truvèt una casina!

 

 

 

MA- Asola e Bretello! Un pè ch’is ciamès! I è ancòra là! chi magna! Avì capì ? I è là ch’im magna

 

         la cà!! Ins fèrma piò ! Im la magna tòta !!!

 

                            

 

   (attenzione su peppina e nonna)

 

 

 

 

 

P – Pòr babin ! Chisà  ach paura ch’i  aveva! Senza la sù màma! Chisà ach fèma ch'i aveva!

 

 

 

N – I aveva una fèma e un pepacul !.....Cum’is ciamèva zà !........

 

 

 

MA- Greta e Anselmo ! Un pè ch’is ciamès ! Mo an n’avì un’idèa ! Prèma i s’è tachè in tlà porta

 

         ad kinder, pò i ha fàt sparì al finestri ad ciocorì.... adès i è saltè sòra la cà, i è là ch’is magna

 

         i còp !..... I è ancòra là chi màgna !!!

 

 

 

C – Malvina ! Stasì bòna ! Calmìv un bisinin ! Adès a ve degh mè, quel c’avì dà fè ! Dasì rèta

 

       a mè: vò andì là. Ai ciapì ! Ai s-ciafì tòt e dù in t’una gheiba ! Ai dasì da magnè tòt i dè dlà

 

       murtadèla e dlà zunzèza màta. In dù o trì dè, ai fasì bèi gràs gràs ! A mitì sò una pgnàta bèla

 

       gròsa. Ai ciapì, ai cusì cun tòt i udùr e a vì magnì !

 

       Però..... amaracmand ! Stasì tènti, an gnì zir’ mai e cul a chi burdèl ! S’ìv caza un chilz int’è

 

      cul, ai finì vò in tlà pgnàta !

 

 

 

MA- E  si tira fòra la lampadina ?

 

 

 

C – La lampadina !!??..... Mo sa scurì Malvina, sa ientra la lampadina ! Mo zò Malvina, a n’avrì

 

       paura ad dù babìn !

 

 

 

MA- Sè, sè, mo lor i ha la lampadina !

 

 

 

C – Cun stà lampadina !!....

 

       Malvina ! Vò a sì la striga pez cùi sipa ! A ve si scurdè ? E si tira fòra stà lampadina, vò

 

       andì là cùn un lampadèri.

 

 

 

MA- Un lampadèri !?  An gn’aveva miga pansè ! Che vaga ben?  Bòh !! Adès a vàg !....

 

         Adès a pròv !.....(malvina esce)

 

 

 

C – Pòra Malvina ! L’am fà quasi pèna ! Là s’è fisèda cùn clà lampadina ! Vut clà fòs una

 

       lampadina !!?? E sarà stè una pila ! L’era nòta !! Una nòta nìra,nìra ! Senza la pila i

 

       n’andèva dà nisòna pèrta ! A i hò paura che la Malvina la sipa guantèda un poch sclerotica!

 

       La sarà una strìga, mo la è un pèz in là, se là n’hà mai vèst una pila !

 

 

 

       (si odono fuori scena urli e botte, dopodichè Malvina rientra in scena ancora piu malconcia

 

        di prima)

 

 

 

       Mo zidenti !::: Malvina ! An vrì miga dì clè stè la lampadina !

 

 

 

MA- Sè, pròpi quèla ! Una lampadina znìna znìna !!!

 

         Da e mi lampadèri gròs gròs l’è scapè un pò ad porbia... invezi da la sù lampadina znina

 

         znina l’è vnù fòra un nibiòn ! Un fòm ! E da lè tramèz l’è scapè una fàta bes-cia d’òman

 

         che tan te pù inmazinè !!.... Dò spàli acsé ! Un tistòn tòt plè ! Un cul sèch sèch, insché in

 

         tlà punta dlà lampadina !!

 

                       

 

               (attenzione su nonna e peppina)

 

P – Il superfantagenio !!!

 

 

 

MA- Dò manàzi da mazlèr ! U m’hà ciapè e u m’hà dè tènt ad càl bòti ! Pò u m’hà dèt che

 

         sà n’hò capì ben, cài vàga d’arnòv, cum fà e bis !!

 

 

 

C – Acsé a guantì una bistèca ! Nò ! No ! ....Malvina... quela l’hà da lès la Lampada d’Aladino !

 

       E se la “Lampada d’Aladino” la stà ad là, nun l’è mei c’andàma ad quà ! Se nò a què us fà un

 

       armis-ciòn, che un i capès piò gnìnt nisùn !

 

 

 

 

 

       ( Malvina e cacciatore escono- attenzione su nonna e peppina)

 

 

 

P – Nòna ! Dù chi è andè ! Dù chi è andè !

 

 

 

N – Làs chi vàga ! E tè stà un pò bòna, cun stè cazadòr ! Ctà m’è cunfus e an arìv a finì la fòla !

 

       Dònca !.....  Tirèm avènti.....  A gèva che vant’an i era pasè in  prisia.... te dà savè che lé

 

       poc da lòng, ui stasèva un òman, cl’aveva dò fioli........

 

 

 

 

 

       (nonna e peppina in ombra, attenzione a centro scena)

 

       (entrano Mariella e Rubiconda che spingono il vecchio babbo su una sedia a rotelle)

 

 

 

B – Burdèli, a stàg mèl, a stàg par murì,.....e cum l’è vèra cà sò stè sempar un òman onèst,

 

       a voi fè al pèrti giòsti fra vuiètri dò,.....prèma c’àm n’ìnvàga !!

 

 

 

MR/R- Oh !.. Ba !...

 

 

 

B – Rubiconda !

 

 

 

R – Oh !.. Ba !...

 

 

 

B – Jèlla !

 

 

 

MR- Oh !...Ba !...

 

 

 

B – Stasì bèn da santì !....... Tòta la cà, e zardèn, al piènti e la mi panchina....ai làs a la mi fiòla........

 

      .......Rubiconda !

 

 

 

R – Oh !....Ba !.....

 

 

 

B – Invezi la stàla, i caval, al piguri, al galèni e i zàcul....ai làs a la mi fiòla..........a la mi fiòla....

 

      .........Rubiconda !

 

 

 

R – Oh !.....Ba !.....

 

 

 

       (Mariella è sconcertata)

 

 

 

B – Però, tòt i mi baiòch, i stì e i giuiel dlà vostra pòra mà, ai voi lasè a la mi fiòla.............

 

      a la mi fiòla....... a la mi fiòla..........Rubiconda !

 

 

 

MR- Ciò ! Bà !!

 

                     

 

              (entra il gatto, che passa davanti a loro)

 

 

 

MR- Tà tcì scurdè cà i sò nènca me ? Bà !!....E....e la vostra fiòla  Jèlla ? A num lasì gnìnt a mè!!??

 

         S’èl c’àm lasì a mè !!??

 

 

 

         (il babbo vede il gatto)      

 

 

 

B -  Oh....e gàt ! A me s’era scurdè !

 

 

 

       (il babbo sospira e muore)

 

 

 

R – Te santì, Jèlla ? U t’hà lasè e gàt ! Ah ! Ah ! Sempra mei che ne gnìnt !!

 

 

 

      (rubiconda esce portando via il padre)

 

 

 

MR- Un gàt !... U m’hà lasè sol un gàt ! An n’ho piò ad nisòna ! E adès sà fàg cun stè gàt !!??

 

 

 

G -  Sgnurèna !...Miaoo !... L’è vèra cà sò un gàt ! Mò a sò un gàt intelizènt ! Miaoo !...Miaoo ..

 

 

 

MR- Bemmo, bemmo ! .. L’è un sogn ?? O a sò svegia ! Un gàt che scòr !?

 

 

 

G – A sò scòr e a sò pansè ! A sò bòn ad balè ! Miaoo !....(balla) A sò bòn nènca ad saltè !

 

      Miaooo !... Miao !....(salta)

 

 

 

(attenzione su peppina e nonna)

 

P – Nòna ! Quel l’ha da lès il “Gatto con gli stivali” !

 

 

 

N – Il gatto con gli stivali !?....Ah !... Sè, sè... l’era pròpi lò...e gàt cun i stivèl !

 

 

 

 

 

      (attenzione a centro scena- nonna e peppina in ombra)

 

  (il gatto si guarda nei piedi, vede che non ha gli stivali, spinge a sedere Mariella, le toglie

 

       gli stivali e se li mette)

 

 

 

G – (rivolto al pubblico) Me, a sò Maramao ! Il gatto con gli stivali !

 

 

 

MR- (sconsolata) Me invezi a sò la Marièlla, e mi por bà um ciamèva Jèlla, e l’aveva magari

 

         rasòn ! In tlà mì vita a i hò cnusù sol la scalogna,.....vèda quà, a sò arvanzèda nènca schelza !!

 

 

 

                            (arriva il ciambellano con una scarpina su un cuscino)

 

CI- Stasì da santì ! Stasì da santì !...

 

      E re e zèrca clà ragàza, che ir là i hà pèrs una scarpina in tlà schèla dè castèl !

 

 

 

MR- Maramao ! Um pè clà sipa dlà mi misura !!... Fasìm avdè ! E putreb lès ca l’epa persa mè !

 

 

 

 

 

       (mentre Mariella osserva la scarpina, il ciambellano ne tira fuori un’altra dalla tasca,

 

        di un altro colore)

 

CI- Se quèla che lè là n’è la vòstra, e pò lès clà sipa questa !....E  suzéd quasi sèmpra acsè !

 

      Tòt al principessi cà gli ariva in tè castèl pàr spusè e principe Pirino, dòp càl l’hà vèst al

 

      scàpa via ad cùrsa....e in tlà calèda de scalòn, a parèci ui sèlta via ona schèrpa !....

 

      A i hò paura che e re e farà fadiga a fè spusè e su fiòl !

 

 

 

MR- Ah, sè ? U s’arangiarà, intènt dasìm a quà càl dò schèrpi, um pè cal sipa al mii !

 

 

 

        (le prende e se le mette)

 

CI- A si scapèda via dò vòlti vò ?

 

 

 

MR- Sè...sè.....parchè.....parchè la prèma vòlta an l’avèva cnusù bèn !

 

 

 

CI- Mo adès, che.........a l’avì cnusù bèn, sèl ca pansì de principe Pirino ?

 

 

 

MR- Sèl ca pèns ?...Sà vlìv cà pènsa !.... S’al scàpa via tòti, un gnì sarà dà pansè tròp bèn !

 

 

 

CI- Sè, sè, mo e rè e vò savè sèl che pensa la zenta !

 

 

 

MR- Ah,...sè ? Alora gì pù cun e vòst rè, che e sù fiòl...............l’è un baghìn !!!

 

 

 

CI- Mo santì là ! E rè e pansèva che e su fiòl e fos un ròsp ! Se adès ai vàg a dì clè nènca

 

      un baghìn !... A nè sò ! A nè sò !!

 

 

 

                              (escono tutti)

 

(entra la regina con lo specchio e con un cestino con il rospo, appoggia il rospo per terra, davanti, in mezzo alla scena e lo copre con un fazzoletto .Si guarda nello specchio e sospira- entra anche il cacciatore che la vede e la osserva interessato- )

 

RG- Spèc, spèc di buratèl, chi èla la piò bèla ad tòt i castèl ?

 

 

 

S – Regina, regina, stasì....ancòra....tranquèla ! Ad tòt al dòni,...vò a sì la piò bèla !

 

 

 

C – Oh !... A què um pè ad lès in te mi pòst ! Quèla che là, un dè o clèt, l’am manda a ciamè !...

 

       Regina !.... sa vlì cà vàga in te bòsch....mè ai vàg !

 

 

 

RG- Sèl??....a sì màt ! An vrì miga chè me, a venga int’ è bosch.........cun vòòòò !?

 

 

 

C – No...no!!....No cun vò!!....an’avì una fiòla ?....una figliastra ?..... eh !?

 

 

 

RG- Me a n’hò una fiòla, a j ò un fiòl !.....

 

        Bèh !....(osserva il rospo) un figliastar !

 

 

 

C – L’è un mas-c !? Mo stà fòla l’è tòta a l’arvèrsa...... Mo bèh !...Me a ciàp nènca quel !

 

       (mostra un coltellaccio sghignazzando)

 

 

 

RG- Oooooohh ! E mi por Pirin!!! ! Sa vlìv fè cun che curtlàz !?  Vò.....vò a sì mat!!! Asì mat da

 

       lighì !.....Andì via !.... Stasì da lòng !....

 

 

 

                  (mentre il cacciatore si allontana, arriva il re)

 

RE-  Regina ! Av tròv tòta agitèda !   S’avìv fàt !!

 

 

 

RG- Avdì quel che là ?  L’hà da lès un maniaco !....L’hà zèrti fantasii !

 

 

 

RE- Un maniaco !.... Cun dal fantasii !... Stasì tranquèla, regina ! Vò avì spusè un brèv òman

 

       cumpàgna mè,.....che dal fantasii un nà gamba. gamba !!

 

 

 

RG- Al sò magàri !..... Piò che magnè una pera a n’avì fàt !!

 

 

 

RE- Ah, no !! No scor ad peri !.... Me dal peri a n’un magn piò !  A magnè clà pera l’è scapè

 

       fòra un ròsp !.. Me a pens invèzi, cl’è mei cà stàsama atenti a magnè zèrta roba starghìda !

 

       E cùnt scapès ad magnè una banana ! Cùn èpa da vnì fòra una scemmia !

 

 

 

RG- Mo parchè pò !  A putrèsum nènca pruvè a fè un èlt babin !

 

 

 

RE- Sè !...Acsè stètra vòlta chi sà quel che scàpa fòra ! Tvù met insèm un “giardino zoologico”!?

 

       No ! No !  An voi savè gnìnt !...Tal se che adès, prèma ad magnè dlà fròta, an dàg un pizultìn

 

       a la nostra gàta, pr’avdè sl’arvènza incinta !

 

 

 

RG- Te capì, parché a la  gàta u i è ciapè sta gran sciòlta !  Un spò dè dà magnè la fròta a i gàt !

 

 

 

RE- Va là, va là, mè a ho bsògn ad qualcadun che fàga da assaggiatore !.....

 

       Fà pù di fiùl tè ! Guèrda quà a ch’erede al trono c’avàm mès insèm!

 

 

 

                              Canto 3 (sull’aria di “che sarà”)

 

 

 

                           Rospaccio mio, che sei con la regina !

 

                          E dormi sempre, tutto ranicchiato !

 

                          La noia, l’abbandono, niente, son la tua malattia !

 

                          Tu sei il più scalognato che ci sia !

 

                          Che sarà, che sarà, che sarà.....

 

                          che sarà di questo rospo, chi lo sa !

 

                          Ha vent’anni, finalmente, da domani si vedrà,

 

                          se qualcuno questo rospo bacerà !

 

                          Le ragazze son scappate tutte via !

 

                          E le altre scapperanno, credi a me !

 

                          Peccato ! Ci speravo ! Per levare la magia !

 

                          Ma il tempo passa e rospo resterà !

 

                          Che sarà, che sarà, che sarà......

 

                          che sarà di questo rospo, chi lo sa !

 

                          Ha vent’anni, finalmente, da domani si vedrà,

 

                          se qualcuno questo rospo bacerà !

 

 

 

 RG- Por babìn ! Clà da santì dal ròbi acsè !

 

 

 

RE- Sa vùt babìn ! L’ha bèla vant’àn !

 

 

 

RG- Mooo...! Se lò l’hà vant’àn, mè a n’hò zà bèla piò ad quarènta !

 

        Mooo..! An guantarò miga vècia !!??  U m’è vnù un dòbi !  

 

        Spèc ! Spèc di buratèl.........

 

 

 

                            (il re esce esasperato)

 

RO-  Màààààà !!!

 

 

 

RG- Stà zèt Pirìn ! Stà zèt! Ctà mfè vargugnè !

 

 

 

RO- Parchè, mà? Parchè tàt vargògn ?.... Parchè à sò bròt !!??

 

 

 

RG- Bròt !? Bròt tè !?.....Basta tànt fàga avnì di cumplès !

 

 

 

RO- Mààà ! A sò mè e principe azzurro ad stà fòla !?

 

 

 

RG- Sè !!Sè!!....Bèh !...guàsi.. Tàn tcì pròpi azzùrro azzùrro... tcì un pò in te vardìn... mo u i è

 

        pòca diferenza !

 

 

 

RO- Vò, mà, a gì sempra cà sò bèl, mo l’è là verità  !!??

 

 

 

RG- L’è là verità, Pirìn , ùs capès cl’è la verità !

 

 

 

RO- Alòra a sò cumpàgna vò, mà !?..... A sò precìs a vò !?

 

 

 

RG- Adès, non esagerèma !.. Pirìn... nò fèla tròpa lònga !  Bisògna capì che l’aspètto esteriore

 

        un è tròp impurtènt !  (si guarda allo specchio distrattamente) Oh ! Pàr la misèria !

 

        Guardì quà, guardì quà !  A sò tòta spintacèda !  Pirìn, at pòns a lè, stà bòn, stà zèt, cà vèng

 

        sobìt ! Am vàg a fè la permanènta ! 

 

 

 

 

 

                (Lo rimette per terra, coperto con un fazzoletto, davanti, al centro-scena - poi esce)

 

                                    (entra Merlino,  è molto nervoso)

 

CA- Merlino ! Calmìv ! U n’è miga colpa vòsta !

 

 

 

M – Sè ! Sè ! A gì bèn, vò !  Mo a n’avì santì al ciàcri chi fà in zìr !? I dìs cl’è colpa mia !

 

       Zidènti a clà vòlta cà sò guantè e su mèstar ! Che sumàr ! L’è stè bucè sì vòlti, e i dìs

 

       clè colpa mia ! I dìs cà sò vèc e a sò scleròtic !

 

 

 

CA- Merlino, no ciapìla acsè!  Al ciàcri l’è ciàcri! Un sì hà dà badè!....Però.....però, à m’avì

 

        da cavè una curiosità ! Un aveva da lès tòta testa, stè burdèl ? Cumèla, Merlino, e vòst

 

        reghèli un funziòna ?

 

 

 

M – L’è magari tòta tèsta! An l’avì vèst ? (sospiro) La mì Candeggina, e ch’il savèva,

 

       cl’avèva da guantè un ròsp!  Adès là sè, una gran inteligènza, mo da ròsp !!

 

       E funziona sè ! Campione di salto in alto ! Campione di salto in lungo ! E prèm a ciapè

 

       gnèscul e muscùn !

 

 

 

CA- Matematica: zero ! Ortografia: no scuràma ! Lingue straniere: un disàstar !

 

 

 

M – Sèlta ad quà ! Sèlta ad là. e fà di pastròc !  A gèva che cl’imbranè de su bà e fòs e màsum,

 

        invèzi dria a stè fiòl, l’era una zìma !

 

 

 

RO- Merlino ! A scurì  d’un sumàr, imbranè, cun la tèsta gròsa ! Mè al cnòs ? In dù che stà ?

 

                

 

                    (Candeggina toglie il fazzoletto e scopre il rospo)

 

CA- Pirìn ! Sà fèt a lè !?

 

 

 

M – Sà fèt a què da partè! Pàsa in cà, da la tu mà !

 

 

 

RO- Me a fàg quèl cum pè ! An sò piò un babìn ! A i ò pasè i vant’àn ! L’è ora càm fàga e spòs !

 

 

 

CA- Tè santì Merlino ? L’è zà rivàt ai vant’àn !

 

 

 

M – I è pasè pròpi in prìsia ! A què u i vrèb la fata Celestina, se as mitàm insèm, chisà che uns

 

       pòsa dèi un aiùt !

 

 

 

CA- Bsògna andèla a tò là in dù clà iè !  La è andèda in fèri via vaiùn !

 

 

 

        (Merlino si concentra, chiude gli occhi)

 

M – A la vègh ! La i è tràmez a i èrbur dlà foresta nira !

 

 

 

CA- No ! No !

 

 

 

M – A la vègh ! Là stà a mòl int l’acqua dè mar Rosso !

 

 

 

CA- Sbaiè !!

 

 

 

M – A la vègh ! La guèrda i papagàl dl’isola verde !

 

 

 

CA- A sì fòra d’una màsa !

 

 

 

M – A la vègh ! Là và sò e zò in tè fiume Giallo !

 

 

 

CA- E invezi l’è dà dù mìs clà stà int là còsta azzurra !

 

 

 

M – Bsògna cà vàga da l’oculèsta !! L’è dà un pò cà cunfond i culur!

 

 

 

CA- E adès andèma ! Tirì fòra e tappeto volante ! In dù minùd us và e us torna d’indrìa !

 

                  (Merlino è indeciso)

 

        Zòòò...! Merlino !  Stè tappeto, dù èl !?

 

 

 

M – Mo dì, cun stè trafic ! Un è miga tènt sicùr ! Dù dè fà cun che tapeto e mi fradèl l’hà

 

        dè ona smatarèda!!!

 

 

 

CA- Merlino ! Vò avì un fradèl !? A nè saveva miga !

 

 

 

M – Sè ! Un fratello gemello !  Gemelli dello stesso vovo !  Merlino , e Canarino  !

 

       Mè nir nir ! Lò zàl zàl !

 

 

 

CA- E adès, cum’èla c’av sì ardòt acsè ?  (Merlino è tutto bianco, barba e baffi)

 

        Av sì fàt e shampo cun là varachina ?

 

 

 

M – I s’è sculurì a forza ad lavèi !  Lèva lèva ! I ha pèrs e culòr !!

 

 

 

CA- E il tappeto volante,  sà ièntra cun e vòst fradèl !?

 

 

 

M – Amo, l’andèva com un màt lassò d’in èlt cun che taped.... l’hà dè una fàta d’una bòta !!

 

 

 

CA- Una bòta ? In duvò !

 

 

 

M – In t’un Jumbo Jet !

 

 

 

CA- Mò zidènti !  E u s’è fàt mèl ?

 

 

 

M – No, lò no !... Mo e jumbo  l’è caschè !

 

 

 

CA- Putècia !!  L’è caschè !!??  Mo e mì Signòr ! E quii dè jumbo !? Ins sarà miga mazè !?

 

 

 

M – Mo no !!.......I è caschè int l’acqua !

 

 

 

CA- Ah !..... Par furtòna ! Alòra i nè mùrt !

 

 

 

M – Mo no !!.....I s’è fughè !

 

 

 

CA- Ah !....Be !.. Meno male !    Zò Merlino, và là !  Nò stasèma a fè dal ciacri.

 

        L’è mei che a s’iviama !!!    (escono, il rospo rimane da solo)

 

                              

 

              (entra il gatto)

 

G – Pora  Jella !....Miaoo!... L’è pròpi sgrazìda !... La n’hà gnènca un bòch pàr cumprè e magnè !

 

       Miaoooo !..... Nè par lìa.. E nè par meeee !!.....A què bsògna cà màrangia !.....E sa voi magnè

 

       qualquèl,  a i ò dà zarchè ! (cerca qua e là e vede il rospo)

 

       Spèta, spèta, spèta mò !

 

       Un ruspàz vèg a là zò !

 

       Zèrt clè propi una schifèzza,

 

       dà butèl in tlà mundèzza !

 

       Mò an pòs miga fè dal mòsi !

 

       A me màgn, cun tòt agl’òsi !!

 

       (con un balzo prende il rospo e lo avvicina alle fauci per divorarlo)

 

 

 

RO- Ehi !!!! Sà fasìv ?... Am vlì lasè in pèsa ?... Sèl stà cunfidenza !?

 

 

 

G – Oh, purèt mè ! E scòr nènca !.... Adès um fà ancòra piò schìv !!

 

 

 

RO- Bròta bis-ciàza !... Lasìm in pèsa !....Vò an savì chi cà sò mè !

 

 

 

G – Al sò magari ! No mi fasì pansè ! A fàg tròpa fadìga, e an v’arìv a magnè !

 

 

 

RO- Farmìv ! Me a sò Pirìn !...Principe di Roccaverdina !!

 

 

 

G – (il gatto ride) E mé a sò Maramao : L’imperatore della Cina !   

 

 

 

      (Entrano i  maghi;  Celestina cerca di prendere per il collo Maramao- canta, ,mentre gli altri

 

                  due cercano di fermarla, perchè non strozzi il gatto)

 

             

 

                                       Canto 4° (sull’aria di”Guarda come dondolo”)

 

                         

 

                          Guarda che ti strozzo, hòu ! Guarda che ti ammazzo ! Hòu ! Proprio tè !

 

                          Ti prendo per il collo, hòu ! Ti prendo per il collo, hòù ! Proprio tè !

 

                          Sarà perchè mi agito, saranno i nervi miei che saltano !

 

                          Ma vedo mille, mille, mille fulmini

 

                          saltarti addosso insieme, insieme a me !

 

                          Guarda che ti strozzo, hòù ! Guarda che ti ammazzo, hòù ! Proprio tè !

 

                          Le mie mani vibrano

 

                          le mie gambe tremano

 

                          senti questo livido, livido, furor !!

 

                          Guarda che ti strozzo.....                                   

 

                         (Maramao si accascia a terra tremando)

 

 

 

M – Celestina !!.... Nò !!.....  No v’arabì acsé !......Sà vlìv che sèpa lò !

 

 

 

CA- U nè sà nò ! Sè an i é gèm nùn, u nè sà nò !

 

        

 

M – (a centro scena, cerca di spiegare a Maramao) L’è che, che ròsp, e pè che sìpa un ròsp, mò

 

       un  è un ròsp ! L’è guantè un ròsp, parchè i l’hà cambì in ròsp quand cl’èra ancòra znìn e un

 

       era un ròsp !!  Et capì !!??

 

 

 

         (Maramao guarda interdetto con aria interrogativa, evidentemente non ha capito nulla)

 

CA- (Candeggina  a centro scena, prosegue la spiegazione) Adès cl’hà vant’àn cun un basìn ùs pò

 

        cambì ! Mò u i l’hà dà dè ona clà nè sèpa, parchè sà i è dàg mè càl sò, o lìa clàl sà, un cambia

 

        gnìnt,....pàr fèl cambì....ona bsògna clà nè sèpa ! Sè nò un cambia gnìnt ! Et capì !!??

 

              

 

                                  (il gatto fa cenno di no con la testa)

 

CA- Prèma di vant’àn e basìn un gnì fasèva gnìnt, dòp i vant’àn invèzi,  u i fà !!.... U i fà !!!!....

 

       Et capì !?

 

 

 

G – A i hò capì sòl che stà vòlta l’è mèi cà stàga sènza magné !!

 

 

 

CE- M’un capès pròpi gnìnt !!

 

 

 

CA- Sà vùt che capèsa, l’è un animèli !

 

 

 

M – Parchè che capèsa, bsògna druvé la magìa !

 

 

 

              (i maghi si dispongono intorno a maramao, insieme agitano le bacchette magiche e le

 

               puntano sulla testa del gatto, cantando tutti insieme)

 

 

 

                              Canto V° (sull’aria di “mago badula”)

 

 

 

                          Se questo gatto non sà, lo stesso capirà !

 

                          Mago magula, magica bula, bibbidi bobbidi bù !

 

                          Con la magia lo capirai tu, bibbidi bobbidi bù !

 

                          Mago magula, magica bula, bibbidi bobbidi bù !

 

                          Con la magia lo capirai tù, bibbidi bobbidi ,

 

                          bibbidi bobbidi bù !

 

 

 

               (i maghi  ripetono la strofa girando intorno al gatto e quindi escono)

 

               (lo sguardo di Maramao, mentre stanno cantando, mano a mano s’illumina e capisce)

 

G – Queèsta sè cl’è una bèla nutizia, sà tròv la manìra ad cunvìnz Jèlla a basè e ròsp !!  Miaoooo !!

 

       Là è fàta !! As sistemàm tòte dù !!!

 

 

 

MR- (entrando in scena) Maramao !!!! Dù tà tcì mès  !?

 

 

 

G – Padròna !....Avnì quà, avnì avdé sèl cà i ò truvé !! (mostra il rospo nel cestino) 

 

 

 

MR- (urla) Aaaaahh !... Ac schìv !....  Ac bròt ruspàz !!

 

 

 

C – (salta in scena con lo schioppo spianato) Duvèl !... Duvèl e ruspàz !!! Fasìv in là,...

 

       fasìv in là, cà l’amàz !!!

 

 

 

G – Nooo !!  Nooo!! Padrona, salvìl ! Guardì e purèn, ac paùra cl’avù! Salvìl !... Sòl parchè lè

 

       bròt... tòt il vò mazé !!

 

 

 

MR- Andì via, cun che s-ciòp !... Andì via, càm fasì paura !... Enca lò, e purèt, e fà pèrta dlà

 

         natura !

 

 

 

G – Padròna, guardì cum e trema tòt, dasii un basìn, parchè cù s’arfàga !!

 

 

 

MR- Sà fèt a pòsta !? Am mèt  a basè i ròsp adès ! Mo bèsal tè !!

 

 

 

G – Miaoooo !!... Padròna, stasì da santì bèn !... Badì, che basè i ròsp, e porta furtòna !!

 

       Una gran furtònaaaa!!!!

 

 

 

MR- Tcì sicùr ? A sò tènta sgrazìda, che nènca s’un fòs vèra, bsògna pròpi cà pròva !!

 

        (alza con disgusto il rospo su una mano e s’appresta a baciarlo indecisa)

 

 

 

C –(il cacciatore guarda la scena interdetto) E quest !!?? Sà sarèbal !!??

 

 

 

G – Quest....l’è: “La Bella e la Bestia” !...Miaooo!!

 

 

 

C – Sè stà fòla la và avènti acsé, e và a finì càm tròv disucupè

 

                        (se ne va, scrollando la testa avvilito)

 

 

 

     (Mariella si decide, bacia il rospo - colpo di scena – si trasforma in principe)

 

MR- Oooooooh !! D’in dù cà scapì fòra vòòòò !!!!????

 

 

 

PI- Jèlla !... Jèlla !... Oh, Jèlla !.... Mè a sò il principe Pirin e vò à m’avì salvè !

 

 

 

G – Tè capì Jèlla ? Tà l’é salvé cun che basìn !!

 

              (mentre canta il principe s’inginocchia, prende la mano di Jella, la bacia, si

 

              toglie il cappello, si alza, tiene le sue mani, si sorridono, la porta al centro

 

              della scena.....)                             

 

          

 

 (Pirin e Jella cantano)        

 

Canto VI° (sull’aria di “Luglio”)

 

 

 

 

 

        Pirin -        Jella, che bene che ti voglio, non ci speravo piu ! Ahi ! Ahi ! Ahi ! Ahi !

 

        Jella -         Rospo, credevo ad un abbaglio ! E invece c’eri tu ! Ahi ! Ahi ! Ahi ! Ahi !

 

                          C’eri tu, vallo a pensare ! Proprio tu,  amore, amore !

 

                          Mi diceva :- Jella ! Ti porterà fortuna ! Devi baciarlo tu !

 

                          Rospo ! Io ero così sola ! Con tanto freddo al cuore !

 

                          Ma adesso ci sei tu !

 

         Pirin -       Jella, che bene che ti voglio ! Non ci speravo più ! Ahi ! Ahi ! Ahi ! Ahi !

 

         Jella -        Rospo, credevo ad un abbaglio ! E invece c’eri tu ! Ahi ! Ahi ! Ahi ! Ahi !

 

         Pirin -       Ma perchè, questo tremore ! Che cos’hai ? Amore, amore !

 

         Jella -        Ma perchè non mangio ! Digiuno da tre giorni ! E non ne posso più !!

 

         Pirin -       Vieni, da me c’è da mangiare ! Ti faccio apparecchiare !

 

                          E mangio insieme a te !

 

                          Jella, che bene che ti voglio, non ci speravo più ! Ahi ! Ahi ! Ahi ! Ahi !

 

         Jella -        Rospo, credevo ad un abbaglio ! E invece c’eri tu ! Ahi ! Ahi ! Ahi ! Ahi !

 

                          C’eri tu ! Vallo a pensare ! Proprio tu ! Amore, amore !

 

                          Mi diceva: Jella ! Ti porterà fortuna ! Devi baciarlo tu !

 

                          Rospo ! Io ero così sola, con tanto freddo al cuore !

 

                          Ma adesso ci sei tu !

 

 

 

            (entrano il re e la regina)

 

RG- Oh !!!  Cum l’è guantè bèl ! Cum l’è guantè bèl ! Un s’asarmèia piò a e sù bà !!

 

        L’è precìs a là sù mà !

 

 

 

RE- (rivolto a Mariella) E tè ! Tè tcì strèda brèva ! T’an tcì scapèda vìa, e t’an e pèrs al schèrpi

 

       zò pr’al schèli !

 

 

 

MR- Mè a stàg  atènti a no pèrd al schèrpi ! Parchè a hò arvanzè sol quèsti !

 

 

 

RE- Te purtè la felicità a e nòst Pirìn e tpù scurdè la tù misèria: t’avré una cà, cun e zardèn,

 

        dal piènti...

 

 

 

MR- E una panchina !?

 

 

 

RE- E una bèla panchina !....Una stàla, cun i cavèl, al pigùri, al galèni....

 

 

 

MR- E i zacùl !?

 

RE- E i zacùl !.. I stì ! I giuièl !

 

 

 

PI- Bà !... Mà !....Stà ragàza l’è acsé bèla e acsé bòna, che l’am pìs una màsa ! Am la voi

 

      Spusé ! A pòs !?

 

 

 

RE- Ohi !! U s’è apèna svilupè....e zà e scòr ad spusès !....Un sarà piò un ròsp, mò l’è zà còt a lès !!

 

       Fà pù quèl cùt pé, at dàg e parmès !!

 

 

 

RG- Oh ! Cum a sò cuntènta ! Pàr stè matrimòni us farà una gràn fèsta !

 

                                            

 

                            Canto VII° (sull’aria di “La bella la va al fosso”)

 

 

 

                          Il principe si sposa

 

                          e ruspìn e ruspàz l’è guanté un bèl ragàz, l’è cuntènt una màs !

 

                          Il principe si sposa, si sposa per amor !

 

                          Uè ! Si  sposa per amor !

 

                          Faremo una gran festa

 

                            e ruspìn e ruspàz l’è guantè un bèl ragàz, l’è cuntènt una màs !

 

                          Faremo una gran festa nel nostro bel castel !

 

                          Uè ! Nel nostro bèl castèl !

 

                          Si sposa con la Jella

 

                          e ruspìn e ruspàz l’è guantè un bèl ragàz, l’è cuntent una màs !

 

                          Si sposa con la Jella, si sposa per amor !

 

                          Uè ! Si sposa per amor !

 

                          Noi ringraziamo il cielo

 

                          e ruspìn e ruspàz l’è guantè un bèl ragàz , l’cuntent una màs !

 

                          Noi ringrazizmo il cielo, che l’è finita ben !

 

                          Uè ! Che l’è finita ben !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                   (entra Malvina con un urlo terribile)

 

MA- Sà fasìv a quà ! A fasì una fèsta.....e an m’avì ciamè !?

 

        

 

         (tutti si fanno da parte spaventati)

 

M – (sconsolato) Alè ! A sàm a pòst ! Là slà fà lìa, la fèsta !

 

 

 

RG- Ooooh ! La mì Malvìna !  A stàsami dà stè pròpi vò ! Pàr ciamèv e rè l’è andè ad cùrsa a scrìv 

 

        un telegramma !!!

 

 

 

RE- Mè !!!??  Un telegramma !!!  Mò par  chì ! Par lìa !!??

 

 

 

RG- Stà zèt quaiòn ! Se là s’ingavàgna ancòra, a què an gnì cavàm piò i zampèt !

 

 

 

MA- Ah! Ah! Ah! A vò frighè !! An sò mìga vnùda prè ranòc ! A sò a què, pàr dè a tòt la

 

         mì grànda nutizia !!  Am fàg la spòsa !!

 

 

 

TUTTI – (increduli) Làs spòsa !!?? Us spòsa là Malvìna ! Mò  cun chi  làs spòsa !!??

 

 

 

MA- U mà ciapè un colpo di fulmine ! A msò innamurèda !

 

 

 

TUTTI- Mò ad chi !!?? Chì èl lò !!??

 

 

 

MA- Am spòs cun e Superfantagenio ! Ah !!... L’è propi e mi tìp !!  Dù spàli acsè !!

 

         Un piò bèl tistòn tòt plè. L’era avanzé da pàr sè, e purèt ! Um fasèva pèna.....

 

         ai sò andèda a fè un pò ad cumpagnìa !!

 

 

 

RG- L’era da pàr sè ?

 

 

 

MA- Sè ! Chi burdèl, i è ancòra lasò a e bsdèl ! I s’è invalné cun là cioculèda.

 

        Cun clà lavanda gastrica in finiva mai....e genio l’era da par sè !

 

        A i ò fàt cumpagnìa. Lò u s’è inamurè.  U mè rivàt un colpo di fulmine e am sò innamurèda

 

        nènca mè !  Adès às spùsàm !  A sì tòt invidè a e mì matrimòni !!!

 

   

 

      ( tutti gioiscono, escono dietro a Malvina, rimane solo la regina con lo specchio)

 

RG- Pàr stè matrimòni, am vòi tò un stì che sìpa una maraveia !!

 

        Spèc, spèc....che a sò bèla, e clè pròpi vèra, al vòi santì dì dà là matèna al la seeeera !!

 

 

 

S – Regina ! Regina ! mè...a sò un spèc, nòn un quaiòn...!!  Vò andìv a fè frèz, che mè a vàgh

 

      in pènsiòn !!

 

            (la regina esce arrabbiata)

 

    

 

        (attenzione su nonna e peppina)

 

N – Acsè Pirìn e la Jèlla ìs spùsèt. Vissero felici e contenti e i fasèt una gràn màsa ad fiùl !!

 

 

 

P – Alòra ìs magnèt una gràn màsa ad peri !!

 

 

 

N – Ah !..... Sè, sè!..... L’era tòt una pera !!

 

 

 

P – E.......  e cazadòr ?....Purèn !.... Lò cum e và a finì !?

 

 

 

N – E cazadòr ?...........E.... cazadòr.....

 

       (l’attenzione lascia nonna e peppina e si sposta al centro della scena)

 

      (appare in scena il cacciatore col fucile, che cerca a testa in sù gli uccellini)

 

      (appaiono i tre maghi,mentre cantano arriva una contadinella, che fa di tutto per farsi notare

 

      dal cacciatore. Il cacciatore non la vede neppure.)

 

              

 

 (tutti i maghi cantano)     

 

Canto VIII° (sull’aria di “Campagnola bella”)

 

 

 

                           All’alba quando spunta il sole, arriva il nostro cacciator

 

                           vede una bella campagnola, passare per le valli in fior.

 

                           O campagnola bella, oh, oh, oh ! Tu sei la reginella, oh, oh, oh !!

 

                           e al cacciatore nel cuore, si risveglia un grande amore,

 

                           dice che la vuol sposar !

 

                          

 

                           (Fino a questo punto  il cacciatore rimane indifferente e pensa solo

 

                             a puntare il fucile agli uccellini.  I maghi si scambiano uno sguardo

 

                             d’intesa, toccano con le loro bacchette il cacciatore sulla testa.

 

                             Improvvisamente il cacciatore cambia atteggiamento, sembra vedere

 

                             per la prima volta la contadinella, e s’innamora.)

 

 

 

Se canta la sua voce, oh, oh, oh ! E’ un’armonia di pace, oh ! oh ! oh !

 

Butta il fucile e dice:”Se vuoi vivere felice devi vivere con me !!!

 

Quand’è la festa del paesello, con la sua bella se ne va

 

il cacciatore innamorato, la porta verso la città.

 

O campagnola bella, oh, oh,oh ! Tu sei la reginella,oh,oh,o !!

 

E al cacciator nel cuore, si risveglia un grande amore,

 

dice che la vuol sposar !.....

 

 

 

N – E acsè avèm sistemè nènca lò !

 

 

 

P – Oh !... Nòna !....Mò cum là m’è piàsuda stà fòla !  Cuntìm n’un ènta !!

 

 

 

N – (alzandosi indolenzita) Peppin !  Peppina ! Tàn nè mài a sà !!

 

       Mò vàt a cà da la tù mà, che mè adès a vàg a cumprè cl’elàstic ròt !

 

       At cialùd !!

 

 

 

       (la nonna scappa, Peppina allarga le braccia, sospira, sorride e dice)

 

 

 

P – Però !!.... tòt al vòlti, la è sèmpra bela, la fòla dlà mì nòna !!!

 

 

 

 

 

 

 

                                  

 

FINE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti più recenti

12.02 | 18:20

Ciao Renzo sono andato sfogliare il tuo sito mi piace molto un saluto da parte mia e dei miei Genitori da Teneriffe

...
19.11 | 15:59

Bello!!!Heidi (le femmine per primo) Rocky .....siete UNICI !!! Avete cura del grande RENZO!!!! Un abrazo a los tres (3) mabel julio

...
06.11 | 22:21

Chi sarà il ... coraggioso che vorrà suggerirmi un'idea per come proseguire... O è tardi ormai?

...
06.10 | 15:15

GRAZIE per aver rotto il ghiaccio! Sei il primo a partecipare al concorso, complimenti! Rocky-Heidi

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